
Storia militare · Sicilia · 1940–1943
L'Aeroporto Fantasma
di Sciacca
La storia
Nascosto tra gli ulivi di contrada Piana Scunchipani, un segreto militare rimase celato per oltre due anni. Da quella striscia di terra siciliana partirono missioni decisive verso l'Africa e verso Malta.
Periodo Attivo
1940–1943
Posizione
Sciacca, Agrigento
Coordinate
37°34'30"N 13°03'30"E
Scoperto dal nemico
Ottobre 1942
Primo reparto
30° Stormo
Estensione
1.650 × 1.000 m
Un segreto nascosto
tra gli ulivi
Con l'entrata in guerra dell'Italia, nel giugno del 1940, il Ministero dell'Aeronautica si trovò di fronte a una necessità urgente: costruire nuove basi aeree militari capaci di supportare le operazioni nel Mediterraneo. La Sicilia, per la sua posizione strategica al centro del mare nostrum, divenne naturalmente teatro di questa espansione.
Dopo accurati studi e ricognizioni, gli esperti dell'Ufficio Centrale del Demanio individuarono il luogo ideale alle coordinate 37° 34' 30“ N · 13° 03' 30“ E, in contrada Piana Scunchipani, nel territorio di Sciacca. Un'area pianeggiante di 1.650 × 1.000 metri, silenziosa e appartata, abbracciata da ulivi secolari che garantivano qualcosa di prezioso in tempo di guerra: l'invisibilità.
Fu proprio quella natura generosa a suggerire il nome con cui la base sarebbe diventata famosa: l'aeroporto fantasma. Attivo dalla metà del 1940, rimase segreto per oltre due anni, fino all'ottobre del 1942, quando una ricognizione della Royal Air Force riuscì finalmente a localizzarlo.

Contrada Piana Scunchipani
37° 34' 30“ N · 13° 03' 30“ E
30° Stormo – Regia Aeronautica
Il primo reparto, 1940
Un trampolino verso
il Mediterraneo
L'aeroporto fantasma non era una semplice base di supporto: era un trampolino di lancio verso le rotte più calde del conflitto. Da Sciacca partivano i voli diretti alle basi dell'Africa settentrionale, e da qui venivano coordinati gli attacchi ai convogli nemici nel Mediterraneo e le missioni su Malta, l'isola britannica che rappresentava uno degli obiettivi strategici più contesi dell'intera guerra.
Negli anni dal 1940 al 1943, numerosi reparti si avvicendarono sulla base. Il primo fu il 30° Stormo, con le sue quattro squadriglie. Nel dicembre del 1941 arrivarono le difese contraeree tedesche — due batterie, una pesante e una leggera — seguite successivamente da un Gruppo caccia della Luftwaffe equipaggiato con i leggendari Messerschmitt 109.
Da quella striscia di terra siciliana partirono missioni decisive verso l'Africa settentrionale e verso Malta. Un segreto sepolto sotto gli ulivi che lo nascosero al mondo.
Aeroporto Fantasma di Sciacca, 1940–1943
L'anno
più intenso
Il 1942 fu l'anno in cui l'aeroporto fantasma visse i suoi momenti più frenetici e decisivi. Le azioni offensive su Malta si moltiplicarono: il primo grande attacco all'isola ebbe luogo tra marzo e aprile, seguito a giugno dalla battaglia di Pantelleria, il cui esito positivo per le forze dell'Asse fu celebrato con un evento straordinario — la visita personale di Benito Mussolini all'aeroporto di Sciacca.
La caccia alle navi inglesi continuò per tutta l'estate, culminando nella drammatica battaglia di Mezzo Agosto. L'ultima grande offensiva aerea su Malta avvenne nell'ottobre del 1942: nonostante i successi tattici delle forze dell'Asse, le poche navi britanniche che riuscirono a raggiungere l'isola portarono rifornimenti sufficienti a garantirne la sopravvivenza, vanificando ogni vantaggio strategico conquistato.
Offensiva su Malta
Marzo – Ottobre 1942
Sciacca nel mirino
Nel novembre del 1942 lo Stato Maggiore della Regia Aeronautica, riconoscendo il valore strategico crescente della base saccense, decise di trasferire a Sciacca il Comando Caccia della Sicilia. Una scelta che avrebbe avuto conseguenze dirette sulla città e i suoi abitanti.
Il 12 gennaio 1943 Sciacca subì la sua prima incursione aerea: otto civili persero la vita. Era il prezzo che la città pagava per ospitare uno dei segreti militari più importanti della Sicilia in guerra.
Il 26 febbraio 1943 segnò invece una data storica per Malta: fu l'ultima incursione della Regia Aeronautica sull'isola britannica, ponendo fine a mesi di bombardamenti. Da quel momento l'attività bellica italiana si orientò verso le scorte ai convogli e le perlustrazioni nel Mediterraneo.
Novembre 1942
Comando Caccia della Sicilia
Lo Stato Maggiore trasferisce a Sciacca il Comando Caccia, riconoscendone il crescente valore strategico.
12 Gennaio 1943
Prima incursione su Sciacca
Il nemico colpisce la città: otto civili perdono la vita nel primo bombardamento.
26 Febbraio 1943
Ultima missione su Malta
La Regia Aeronautica effettua l'ultima incursione sull'isola britannica. Fine di mesi di bombardamenti.
Luglio 1943
L'82ª Divisione Airborne a Sciacca
Gli ultimi giorni e
l'arrivo degli americani
L'ultimo reparto a presidiare l'aeroporto fantasma fu il 150° Gruppo Caccia Gigi Tre Osei, che resistette fino alla fine contrastando l'imponente forza aerea avversaria.
Nel luglio del 1943 gli americani sbarcarono in Sicilia. Dieci giorni dopo, l'82ª Divisione Airborne ricevette l'ordine di avanzare su Sciacca: non trovò resistenza. Il 61st Troop Carrier Group americano stazionò sulla base fino al febbraio del 1944, dopodiché il campo fu definitivamente dismesso e i terreni restituiti ai loro legittimi proprietari.
Gli ulivi erano ancora lì. Silenziosi, come sempre. Come se nulla fosse mai accaduto.
Un pezzo di storia
da non dimenticare
Oggi, di quell'aeroporto fantasma rimangono poche tracce visibili, sepolte dal tempo e dalla vegetazione. Ma la storia di quella striscia di terra siciliana — teatro di battaglie, strategie e sacrifici — merita di essere ricordata e raccontata.
Perché anche il silenzio, a volte, nasconde storie straordinarie.
Contrada Piana Scunchipani, oggi
“Gli ulivi erano ancora lì. Silenziosi, come sempre.”
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L'Aeroporto Fantasma
di Nicola Virgilio
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